La seconda giornata del Festival dello Sviluppo Sostenibile di Modena ha messo al centro alcuni dei temi più strategici per il futuro della società contemporanea: il ruolo delle nuove generazioni, il valore della partecipazione, il volontariato d’impresa e il rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale. Una giornata intensa, partecipata e ricca di stimoli, capace di unire riflessione, confronto e progettualità.
Ad aprire i lavori è stato un appuntamento interamente dedicato ai giovani e all’innovazione sociale. Condotto da Marcella Gubitosa di Stars & Cows, il workshop in modalità World Café ha coinvolto studenti universitari di Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia in un percorso partecipativo costruito attorno ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030 ONU.
Startaut, ICARO Unimore, Okivo, Fondamente e Spazio Fuso hanno dato vita a tavoli di confronto dinamici e collaborativi, nei quali idee, esperienze e visioni differenti si sono intrecciate per immaginare nuove prospettive di sostenibilità. A guidare il lavoro dei partecipanti, i mentor Giorgio Sgarbi di Coopattiva, Andrea Storchi di Tetra Pak e Marco Padovani, Senior Advisor M&A e Senior Temporary Manager, che hanno accompagnato i gruppi nella riflessione sulle sfide contemporanee e sulle possibili soluzioni innovative.
Il workshop ha dimostrato quanto sia fondamentale coinvolgere le nuove generazioni: non semplici spettatori del cambiamento, ma protagonisti attivi di una trasformazione culturale, sociale ed economica che richiede nuove idee e nuovi linguaggi.
Nel pomeriggio, il Festival ha affrontato un altro tema cruciale: il volontariato d’impresa come strumento di responsabilità sociale e motore di sviluppo per il territorio. Un argomento particolarmente significativo per Modena, recentemente nominata Capitale Italiana del Volontariato 2026 grazie alla straordinaria rete di associazioni, imprese e cittadini impegnati quotidianamente nella costruzione del bene comune.
La tavola rotonda, moderata da Paolo Seghedoni, ha riunito rappresentanti del mondo istituzionale, economico e sociale, tra cui Alberto Caldana, Presidente del Centro di Servizio per il Volontariato di Modena e Ferrara, Michele Dorigatti, Cofondatore della Scuola di Economia Civile e Alessandra Camporota, Assessora del Comune di Modena con deleghe a Sicurezza urbana integrata, coesione sociale, volontariato e terzo settore. Il confronto si è arricchito delle testimonianze di aziende e organizzazioni che hanno raccontato esperienze concrete di cittadinanza attiva e collaborazione tra imprese e comunità: Silvana Fusari per Elleci Service, Luca Pereno per Leroy Merlin, Maria Anastasia Chieruzzi per Sky Italia, Claudia Angelini per Fondazione ST, Paola Pavarotti per Tetra Pak e Chiara Arletti per Charitas Asp.
È emersa con forza l’idea che il volontariato d’impresa non rappresenti soltanto un’attività accessoria, ma un vero strumento di innovazione sociale capace di generare valore condiviso, rafforzare il legame con il territorio e promuovere modelli organizzativi più inclusivi e sostenibili.
A chiudere la giornata è stato uno degli appuntamenti più attesi dell’intero Festival: l’intervento di Francesco Costa, giornalista, blogger e direttore del giornale on-line “Il Post”. Con un titolo molto provocatorio – “Ma io e te, cosa ci dobbiamo dire?” – Costa ha dialogato con l’AI sull’AI, mettendo al centro del suo speech il rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale. Una “conversazione” certamente originale, in merito all’impatto delle tecnologie intelligenti su informazione, comunicazione e società.
Una riflessione lucida e profonda che ha incarnato perfettamente lo spirito del Festival: creare occasioni di confronto aperto sui grandi cambiamenti che attraversano la società contemporanea, promuovendo una sostenibilità capace di tenere insieme innovazione, responsabilità e centralità della persona.